Le foglie del ginkgo cadevano come una pioggia minuta dai rami e punteggiavano di giallo il prato. Io passeggiavo sul sentiero di pietre lisce. Avrei voluto separare la sensazione di ogni singola foglia di ginkgo dalla sensazione di tutte le altre. Le premesse da cui partivo erano le seguenti. Se dall’albero di ginkgo cade una sola fogliolina gialla e si posa sul prato, la sensazione che si prova guardandola è quella d’una singola fogliolina gialla. Se due foglioline scendono dall’albero, l’occhio segue il volteggiare delle due foglioline nell’aria che s’avvicinano e s’allontanano come due farfalle che si rincorrono, per planare infne una qua una là sull’erba. Così con tre, con quattro e anche con cinque; crescendo ancora il numero delle foglie volteggianti nell’aria le sensazioni corrispondenti a ognuna d’esse si sommano dando luogo a una sensazione complessiva quale quella d’una pioggia silenziosa.
da Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino




