E scusassero i poeti

(immagine da qui)

Sono giornate pesanti e per distrarmi gioco con le parole. Soprattutto nel tragitto casa-lavoro, in quel tempo sospeso che serve a fare i punti della situazione della mia giornata. Fill in the blanks e prova a sorridere, mi dico. Quello che dice la mia faccia non è proprio coerente con tutta ‘sta allegria, me ne accorgo se il ragazzo di Terre di Mezzo che vende i libri in Cadorna mi accoglie con “Passerà!” nel tardo pomeriggio. Stringo i denti e procedo nei giochi, giocando s’impara. Risultati instabili, come spesso accade, e molte cose in divenire. Qualche sberleffo qua e là per questioni di sopravvivenza.

Son proprio cinque.
Tengo in tasca (scorta).
Ma-vaf-fan-cu-lo.

Info:

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