Milano, Museo Diocesano. Scultore abruzzese sec. XVI, Testa di Madonna
La donna di oggi è una Madonna poco convinta. Se ne sta esposta al Museo Diocesano di Milano tra Madonne di tutti i tipi: ieratiche, materne, sensuali. Conserva quell’espressione perplessa da secoli e ancora non se n’è fatta una ragione.
– Dai, mettiti lì!
– Ma sei matto? no no no no no…
– Ma dai, su, sei bellissima!
– Ma smettila! e poi non è quello. E’ proprio che non son Madonna, no no no no.
– Ma che ti frega? Chi è Madonna lo decido io, che sono lo scultore. Siediti, su, non farla tanto lunga.
– Ma dico le hai viste le altre? Hanno visi morbidi, angelici. Trasudano santità. Caro mio, io santa non lo sono e tu lo sai benissimo.
– Ahahah. Non lo sei, no. E’ questo il bello.
– Scemo.
– Sei bellissima quando mi dai dello scemo.
– Smettila, cretino.
– E comunque falla finita e mettiti lì. E stai ferma un attimo, che devo abbozzarti su questo foglietto.
– Uff, con tutte le cose che ho da fare. Ci mancavi solo tu.
– Eddai che ti fa piacere.
– Boh.
– Essù, che ti rendo eterna.
– Machissenefrega!
– Ti frega, ti frega.
– Non è vero non mi frega… E già me li vedo, i posteri, a far confronti con le altre Madonne. Davvero, lascia stare, piantala con questa storia.
– Non ci penso nemmeno.
– Allora chiariamo una cosa, io l’espressione da Madonna non te la faccio. Faccio la mia e basta. E tu ti arrangi.
– Ma è proprio quello che voglio!
– …
– Sei bella.
– Scemo. Il Vescovo si lamenterà e non ti pagherà.
– Sei bella.
– …

