Avesse visto o no Dio, certo Galeone era un cane strano. Con compostezza pressoché umana girava di casa in casa, entrava nei cortili, nelle botteghe, nelle cucine, stava per interi minuti immobile osservando la gente. Poi se n’andava silenzioso.
Che cosa c’era di nascosto dietro quei due occhi buoni e malinconici? L’immagine del Creatore con ogni probabilità vi era entrata. Lasciandovi che cosa?
Dino Buzzati, Il cane che ha visto Dio
Un cane non così randagio come appare, padrone di una spiaggia. Sai che roba. E’ che l’animale di casa è una tartaruga – carina è carina, niente da dire – ma non è così espressiva. Giorni inselvatichiti quanto più possibile, dove i selvaggi erano gli integrati. Unz unz unz. E allora tutto un registrare animali, far pace con le alghe, tagliare i fili tecnologici e prender gusto a scarabocchiare a mano con il pennarellino 0.4. Se saranno state ore utili si capirà onda dopo onda, sto imparando anche io ad apprezzare la cartapazienza…
Intanto, ben ritrovati!




