… affondo il punteruolo come se la carta fosse una bambolina voodoo, andando a occhio e a tatto. Ne escono quaderni in copia unica che alternano fogli bianchi, pagine con una storia, cellulosa d’epoca e sensazioni tattili riposte nei cassetti in attesa di. In attesa proprio di quel quadernino lì.
Alcune volte, se la carta porta memoria, è un ricucire un po’ doloroso ma necessario. Una vera riscrittura per cui mi occorrono più tempo e più sospiri.
Altre invece è proprio pura gioia per gli occhi, come con queste immagini di illustratori messicani e giapponesi portati a casa dalla Bologna Children’s Book Fair.
Oppure piacere tattile con le carte rugose e profumate di alcuni espositori del Fuori Salone.
Quali carte mi riserverà l’Expo?
info: Al confine, sigerol(at)tin.it


