Gli alberi non hanno capito niente
perché perdono le foglie
non appena viene freddo.
Se avessero la testa sulle spalle
se le toglierebbero in giugno
e lascerebbero che la brezza
profumata soffi tra i rami
a rinfrescare il loro torso nudo.
A maggior ragione in piena estate.
All’arrivo dell’autunno, gli alberi
si dovrebbero mettere un nuovo cappotto:
foglie pesanti, impermeabili, foderate di pelliccia
per restare caldi come un toast
qualunque tempo faccia.
Su, alberi, mettete la testa a posto!
***
Conoscevo McGough solo per Storia di un ruttino e altri versi (Gallucci). Mi piace aver scoperto proprio oggi questa raccolta edita nel 2001 da Einaudi. Giornata uggiosa e definitivamente autunnale, resa colorata dalle foglie, dal jazz ascoltato in un bar libreria, da un incontro piacevole e interessante, dai pinguini dipinti sul muro di una biblioteca rionale. Davvero il tempo perfetto per accogliere l’umorismo british di McGough, popolarissimo in patria, poeta giocoso e pure implicato con i Beatles. Uomo perfetto, direi.
Info:
> Roger McGough su wikipedia

