In queste giornate di pioggia mi godo incredula ciò che sta capitando e che traccia un solco importante nella mia ricerca e nel mio lavoro.
Si è avviato il progetto di lungo respiro Vita pulsante a scuola, che vedrà coinvolte alcune classi quinte di un istituto milanese. Una scuola pubblica, evviva!
Tre incontri per esplorare con il linguaggio, i segni e la capacità progettuale condivisa quanta energia può essere contenuta in un’aula scolastica, ma anche in un cortile e in ognuno di noi.
Per i ragazzi la scuola è il mondo, un insieme di limiti e regole ma anche un magma multiforme di realtà da divorare e relazioni da intrecciare. Non vivo su Marte e i giorni di sfiducia capitano anche a me. Poi però entro in classe con i miei albi, i librini gialli dei classici giapponesi e l’espressione curiosa rubata a Marta.
Cito a memoria Santoka:
Cuscino di pietra
accompagno
nuvole
e trovo dei ragazzini con il grembiule giallosole che non solo non si straniscono, ma comprendono immediatamente quel senso di profonda leggerezza che ci arriva da molto lontano.

Piccoli saggi, colgono anche tutta la transitorietà che questa connessione con la natura comporta. Possono farlo perché l’osservazione del mondo è parte integrante della didattica che incontrano ogni giorno: riconoscere e nominare un albero li inorgoglisce, rastrellare, seminare e raccogliere sono momenti attesi che resteranno nella loro memoria.
Usano abitualmente il microscopio, è la scienza ad avvicinarli agli haiku.
È di rugiada
è un mondo di rugiada
eppure eppure
Quanto mondo c’è in quell’eppure, Issa, e loro lo sanno bene.

Durante il primo step la prima classe che ho incontrato ha composto tanti haiku, lavorando in gruppo e individualmente. Conto di riportare una parte dell’abbondante produzione sul blog dedicato Haiku seduti sotto la luna, quando avrò lavorato con tutte le sezioni coinvolte.
Il secondo step del progetto prevede l’esplorazione dei quattro elementi attraverso segni e materiali che non entrano spesso nelle scuole. In un mondo di fotocopie da colorare e manufatti da donare a genitori perplessi, non proporrò modelli o soggetti da riprodurre. Solo consistenze da testare, sfumature mai viste, profumi intensi, processi di trasformazione, linee da seguire senza meta. Prevedo un po’ di perplessità e resistenza iniziale e un finale liberatorio, ma vi saprò dire. Ad accompagnarci, dei classici come Lionni e Munari e due libri orientali, uno giapponese e uno coreano.
Terra

Acqua

Fuoco

Aria

Produrremo tanto materiale, disomogeneo per stile e un poco anche per dimensioni. Una parte interessante del processo sarà nel terzo step l’assemblaggio finale, la logica di ordinamento dei fogli e il rapporto tra parte visiva e testo. Decideremo insieme e dovremo fare i conti con l’idea di perfezione premasticata che ci permea, che pure non coincide spesso né con la bellezza né con l’intelligenza. Sarà interessante ragionarci su.
Come finirà il progetto? Con un libro per ogni bambino, contenente gli haiku della classe e il percorso individuale di esplorazione visiva/sensoriale. Il tutto accuratamente rilegato con ago e filo, all’orientale, che fa tanto bene al gruppo e al singolo (qui spiego il perché).
Come mai scrivo un post ad un terzo del percorso con la prima classe? Semplice, perché non mi tengo dalla gioia! E dal momento che gioia e scuola non si leggono spesso all’interno di uno stesso testo, ho voluto lasciarne traccia.
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Se volete informazioni più dettagliate e un preventivo per riproporre il progetto nella vostra scuola, contattatemi via mail: sigerol@tin.it
