Ieri all’Osservatorio figurale abbiamo visto che un racconto, in qualsiasi forma sia, è di fatto un viaggio, reale o immaginario.
Può avere forma di mappa o di fumetto, costruirsi piano piano elaborando i documenti cartacei che accompagnano il nostro andare, assumere una forma poetica.

(qui la mappa di Marco Polo narrata da Pino Pace, ed. EDT e Calvin&Hobbes)

(qui il dettaglio di un mio progetto di quaderno da viaggio ispirato alle Terre del Nord)

(qui la poesia che ha guidato il nostro laboratorio)
Ieri abbiamo assemblato un quaderno con cucitura interna, dalla forma allungata ed orizzontale tipica di un biglietto di treno.
Come sempre accade, in atelier lavoriamo anche con gli scarti delle sessioni di disegno, a cui si aggiungono le carte che preparo con ingredienti di varia natura…
La compresenza di adulti e bambini, anche questa volta, è stata caratterizzante.
Alcune immagini dei quaderni adulti…








La precisione di una coppia di ingegneri, inedita per questo luogo….




Il progetto di Simone, 10 anni (“non farò più altro nella vita, addio vita sociale!)







Il progetto di Bianca, 10 anni, e tutta la poesia di una cartina ricalcata su carta di riso appoggiata ad un cellulare…




È stato un bellissimo viaggio! Presto la data del nuovo incontro milanese!
PS. L’argomento del Carnet de Voyage è interessante. Segnalo l’appuntamento al BeNordic con il vulcanologo Marco Stoppato il 26 marzo. Ci saranno alcuni miei lavori e ci sarò anche io. Qui tutto il programma.
