Ieri il castello dei Da Peraga a Vigonza ci ha accolto con un profumo di primavera verde, umida

con una fioritura giapponese

con colori, sorrisi e delicatezza

Il progetto Desideri Nascosti ha messo in contatto un buon numero di adulti (più un bambino, ospite speciale) con la tonda bambola Daruma – l’oggetto votivo che cade sempre in piedi, ottimista custode dei desideri




materiali insoliti

imprevedibilità dei risultati


molta china









E mentre le mani andavano e scoprivano, qualcuno si accostava agli haiku classici, li trascriveva, provava a comporre, si interrogava sui propri desideri. Prendendosi in giro, anche, facendo il vago, nascondendomeli. Perché sì, stavamo giocando, ma giocare con se stessi è un gioco molto serio.




Si è provato a dare un ordine, capendo che spesso è meglio arrendersi al caso

Infine abbiamo racchiuso tutto tra pieghe origami. I desideri vanno riconosciuti, nominati, selezionati, protetti. Poi, se ci andrà, arriverà anche l’impegno per realizzarli.







Tra una china e un timbro, tra una piega del pensiero e una piega della carta, abbiamo gustato lo squisito bento preparato da Yuri Kagawa

L’anima bella e delicata di Sara Canevarolo, che con Patrizia e l’associazione Dire Fare Fantasticare ha ideato la giornata, è tutta lì nella violetta che ha candito per il dessert.

E nel pomeriggio? Merenda per tutti con i Dorayaki di Yuri e poi C A R T O P O E T I C A per bambini (tanti!) con il progetto La parola più importante.
Felicità, Vita, Amicizia, Amore… queste parole non mi hanno sorpreso, sono ricorrenti ad ogni laboratorio. Meno scontate le parole Gesù, Scoobidoo, Sirena. Ma il premio lo darei al bambino di cinque anni che ha scelto ARARE, senza ombra di dubbio.
Ecco una carrellata di immagini di tutti i lavori, con una particolare attenzione agli autoritratti e alla stampa di vere foglie con colori tipografici.
Che dire? Per quanto spontanee possano essere queste fotografie e queste brevi note, non riesco bene a restituire come sia bello lavorare con Sara e Patrizia, incontrare amici che tornano, conoscerne di nuovi, dare un bacino alla bimba piccolissima che ama più di tutti proprio il libro che ho scritto io. Quindi passo e chiudo brevemente, come si fa quando si è un po’ emozionati.
Ma prima, ringrazio tutti i partecipanti e l’Assessorato alla Cultura di Vigonza per avermi accolto per la seconda volta in questi bellissimi spazi ed aver appoggiato questi progetti imprevedibili con entusiasmo. La C A R T O P O E T I C A è un po’ un oggetto misterioso, si capisce facendola e poi (di solito) la si ama. Insomma, a me fa quest’effetto.
