Cartopoetica per famiglie oggi alla Fondazione Pinac.
In questo piccolo villaggio colorato, riusciamo a distinguere le case costruite dagli adulti?
Quali parole accogliamo a casa nostra? Il più impetuoso è anche il più coraggioso, risponde rapido: SQUALI e PARENTI. Un bimbo solare ci mette un BOIA, per fortuna il suo sorrisone mi tranquillizza.
Dalle parole all’haiku per gioco è un attimo, con la collaborazione di mamma e papà. Chi aiuta chi? Sillabare è semplicissimo, ce lo dimostra il bimbo che non è ancora andato a scuola. Il ritmo delle parole è dentro di noi.

Menzione d’onore per l’haiku tra moglie e marito

E per chi ha osato con coraggio le carte macchiate, il premio di trovarsi tre pappagalli posati sul tetto.

E il soffietto? Facilissimo!

Tra un paio di forbici e una piegatura, abbiamo avuto il tempo per accennare all’haiku giapponese. E grazie a questo strumento pieno di mistero

nasce un cielo stellato di lucciole:


Bruno Munari, dalla notte buia, ci sorride e ci perdona.
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Un grazie speciale a Elena Pasetti per avermi accolto in Fondazione Pinace e a Elena Tognoli per l’assistenza e la documentazione del laboratorio.
