Qualche giorno fa sono stata ospitata da Creda Onlus per parlare dei miei laboratori di haiku, sia quelli in classe che quelli organizzati in contesti aperti. Una giornata caldissima e una cascina ottocentesca all’interno del Parco di Monza hanno fatto da sfondo a questo incontro.
È stato interessante per me rileggere i materiali di documentazione degli incontri a scuola insieme ad insegnanti ed educatori, lasciando al mio solito più domande che certezze:
cosa significa parlare di natura a scuola?
come è gestito il tempo in classe?
come proponiamo la poesia?
esistono spazi di libertà espressiva per i bambini? come li gestiscono?
quanti percorsi interdisciplinari si possono costruire partendo dalla lettura di un haiku?
Premessa all’incontro è stata l’esposizione di Daniela Conti sull’attività di Creda Onlus e in particolare sulla partecipazione al progetto internazionale Me we whole. Molto interessante il saggio dell’ecolinguista inglese Arran Stibbe, Vivere nel mondo del tempo: un invito a vivere consapevolmente l’ambiente quotidiano e a celebrarne ogni manifestazione, senza farsi condizionare da pre-giudizi culturali insiti nel linguaggio.
Ecco allora l’haiku come una sorta di ginnastica dell’attenzione sul proprio qui e ora e non – mi sono soffermata molto su questo punto – un’attività con pretese letterarie per ricreare un Giappone di maniera.
Una giornata intensa e bella. Dopo molte parole, qualche lettura, qualche bell’albo sfogliato, ci è venuta voglia di esplorare la cascina Mulini Asciutti e il territorio circostante. Alcune foto, alcuni haiku ci restituiscono l’atmosfera che si è creata.






























