Chi ha detto che i piccoli non possono dedicarsi a progetti complessi? Nulla è impossibile
se a fianco c’è un adulto che incoraggia e non giudica.
Il tema mi è molto caro. Mi accorgo sempre più spesso che giocare con i figli non è un istinto naturale. Non lo trovo strano, anzi mi sembra un limite molto umano. Essere genitori non conferisce alcuna aura, non garantisce improvvisi aumenti di pazienza e abilità manuali, non trasforma automaticamente un adulto medio in atelierista.
Eppure stare insieme, facendo è fondamentale in ogni relazione, tanto che a volte diventa una prescrizione medica. Come si fa? Si osserva e si impara.
Abbandonare inibizioni, aspettative e pre-giudizi può rivelare incredibili sorprese all’adulto e presentare il bambino sotto una luce inconsueta. Osservarlo, incoraggiarlo, ammirarne le capacità progettuali, senza anticipare gesti o suggerire intenzioni, può fare molto bene. All’adulto, si intende.
Tu fai Io faccio nasce come format di laboratorio specificatamente dedicato a coppie genitore-bambino. Le proporzioni nel logo non sono casuali: è il bambino che comanda!, ribaltando la situazione più frequente.
Il primo incontro è a Monza, alla libreria Tutti giù per terra.
Mi aiutate a spargere la voce?


