È sempre una festa tornare a Bellusco ed incontrare le classi prime!
Come da tradizione, qui sperimento sempre un po’. Quest’anno non abbiamo composto insieme. Complice il nuovo libro, ho voluto mettere tra parentesi lo schema sillabico, che richiede sempre un mio intervento con i bambini più piccoli, e puntare sulla suggestione che la sola lettura dell’albo può dare.
I bambini, invitati a scattare una fotografia con le parole (“dico quello che vedo nel mio cervello?”), hanno scritto con incredibile spontaneità e autonomia, cogliendo in parte anche il ritmo che la poesia haiku in italiano può avere.
Parole e disegni assai freschi, che mescolano esperienza diretta e immaginazione con gran disinvoltura. Qui i mostri non fanno paura, proprio no.




























