Diario | Gli haiku come primo approccio alla poesia. Le classi seconde di Cornate d’Adda.

Oggi documentazione fotografica al minimo e un ritratto in premio.
Con le seconde la scrittura scorre più fluida ma la presenza in classe resta esuberante come la primavera. Colpisce molto la possibilità di tradurre in parole una visualizzazione, alcuni bambini strizzano gli occhi e dicono click prima di passare alla scrittura.
Come in prima emergono sia l’esperienza diretta che i mondi immaginari, qui però i simboli sono meno casuali e più affini al temperamento e ai vissuti dei bambini. In una classe in particolare questo momento appare importante, piacevole, direi quasi necessario. Ce lo godiamo tutto e sarà una buona base di partenza per impostare un lavoro a lungo termine che porterà avanti l’insegnante.
In uno step successivo proviamo un tentativo di sintesi con l’inserimento degli “a capo” per formare i tre versi degli haiku. L’ “a capo” è un respiro: una pausa del pensiero, del ritmo e del senso. Ci arriviamo piano, ma ci arriviamo.
La suddivisione in 5/7/5 sillabe arriva come gioco e come sfida. Piccola coda alla lavagna per mettersi alla prova. Sipario.

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Il mio ritratto!