Roma, Festa della Poesia 2018 organizzata dalla Biblioteca Falcone e Borsellino.
Una giornata trascorsa a scrivere haiku con tre classi quarte (bambini molto simpatici, affettuosi e dotati di una certa saggezza), un saluto veloce a una classe quinta (prima o poi doveva succedere: c’erano ragazzini più alti di me!), un incontro informale aperto a tutti dove anche i più piccini hanno avuto voglia di scrivere (e paure da ridere, ladri da sconfiggere).
Tutto è stato reso possibile dal programma promosso dalla biblioteca scolastica, un progetto aperto che mi è piaciuto tanto, pensato e sostenuto da genitori che hanno fatto alleanza con la scuola (fondamentale la figura della bibliotecaria) e con il quartiere. La dimostrazione che sì, si può fare, con tanto impegno da parte di tutti e una buona regia culturale. Proprio un bell’esempio di promozione alla lettura, che si costruisce nel tempo, giorno per giorno e attraverso relazioni virtuose che vanno ben al di là degli eventi roboanti.
La Festa della poesia chiude il 23, se siete a Roma passate a vedere!
Bella Roma vista per una volta non da turista frettolosa o da spettatrice del tg, ma con gli occhi di tutti i giorni: un quartiere straordinariamente normale, genitori provenienti da vari paesi del mondo che aspettano i bimbi fuori dalla scuola, la metro da prendere, il tempo per una spremuta al bar.
Scrivono i bambini: Vil-la-Tor-lo-nia, 5 sillabe. Proprio come Par-co-Sem-pio-ne.
Per molti motivi mi sono sentita proprio a casa, qui. E direi che si vede anche dalla foto che mi ha fatto Francesca, che con Marina ringrazio per avermi coinvolto e coccolato.
Grazie a tutti! anche alla bimba che mi ha scritto il bigliettino segreto…
























