Nuova irresistibile tornata del laboratorio La parola più importante, declinato in una classe prima.
Questi i libri letti:
A che pensi
Tutto da me
La bambina dei libri
La grande fabbrica delle parole
Come sempre si lavora in assenza di giudizio e con una buona dose di libertà espressiva. Con bambini così piccoli mi importa indagare il rapporto tra un linguaggio che dovrebbe essere ancora spontaneo (il disegno) e un codice in buona parte da acquisire (la parola scritta). Vedere spuntare boccioli di storie è emozionante.
Gli autoritratti sono bellissimi, alcuni tanto somiglianti ai bimbi, altri espressionisti, pieni di energia buona che è solo da orientare.














All’istinto di narrare si aggiunge la gioia di poterlo fare scegliendo con libertà se dedicarsi molto al disegno o – finalmente! – provare a domare la lingua, a fermarla una volta per tutte sul foglio.
Una bambina osserva con meraviglia che è bastato superare la pigrizia e le parole sono fluite.
Le storie che leggo si fondono, è il caso di dirlo, con un immaginario ben nutrito.
Molto ma molto ma mooooooooooooooolto tempo fa esisteva una fabbrica che produceva i bambini delle fiabe. Lo sapevate?






E non dimentichiamoci gli affetti più veri




Noto anche un certo numero di gatti


Qui c’è gioiosa meta-lingua: la parola più importante è PAROLA, c’è un flusso di lettere costante, il filo rosso del pensiero che domina tutto e un bellissimo sorriso.

E lasciamo che siano amori romantici…

Dalla prima elementare è tutto, grazie di averci seguito.

