Perseguire il ben-essere (mi piace stare bene). Saperlo dire e scrivere, saggiamente, forte e chiaro. Riconoscere il lavoro dell’educatore (la parola più importante è Maestro). La scuola come luogo di gioia. La lettura come atto naturale, un piacere. Il disegno come motore della storia (due amici fanno la guerra per mangiare un biscotto). La parola per narrare o da sperimentare come elemento grafico: un’onda, una spirale, uno specchio.
Due ore di ben-essere anche per me, questa mattina, ad osservare questi bambini ben nutriti (il maestro sta leggendo ad alta voce Pippi Calzelunghe), sereni, fiduciosi. Tutto quello che serve qui già c’è, aspetta solo il momento giusto per emergere. Così evidente, spontaneo e semplice dovrebbe essere per ogni bambino, ovunque





















































