#facciamoche è un percorso di relazione tra i ragazzi e me che ha come fulcro gli albi illustrati. Approccio tecnico, meccanismi narrativi, educazione all’immagine, spunti di discussione, voglia di raccontare: quante cose possono stare in tre incontri!

Ah, la quarta! Quasi troppo grandi per giocare ancora a facciamoche, quasi troppo piccoli per gestire in autonomia un progetto che ha una gabbia formale, dei limiti, e comporta la coesistenza di linguaggio scritto e linguaggio visivo. In certe classi che oppongono un po’ di resistenza al patto richiesto dagli autori (accetta la finzione, lettore, e non ti verrà fatto del male), occorre insistere sugli aspetti tecnici.
In questa classe il disincanto è molto e le personalità forti, fortunatamente posso appigliarmi agli ingranaggi di un grande classico. Nasce così un Fortunatamente 2. Inventiamo alla lavagna un racconto che alterna fortune e sfortune, poi ciascun bambino illustra il proprio segmento. Infine montiamo un albo che narrativamente funziona davvero, fa proprio ridere!
Nell’immagine, lo vediamo aperto al primo risguardo insieme a tutti i progetti individuali che sono seguiti.

I progetti individuali sono tutti molto diversi tra loro. Andrebbero condivisi tutti per intero, purtroppo sono costretta a selezionare qualche dettaglio.
C’è un inaspettato testo poetico-ecologico.
Un silent book (!)
Dialoghi umoristici.
Quarte di copertina invitanti.
Illustrazioni incredibilmente accurate.
Titoli programmatici.
Riletture di classici, ma fino ad un certo punto (la quasi cappuccetto rosso aiuta gli animali a sconfiggere i cacciatori)

Varie mostruosità.
Tecnologia al servizio dell’umano.
Incipit accattivanti.
Progetti davvero rotondi, che hanno ritmo-storia-dettagli curati.


Personaggi apparentemente quieti.
Ambientazioni impensabili.
Preziosità cartotecniche funzionali alla storia e ben realizzate.


Microdettagli.
E tanto, tanto ancora vorrei condividere, ma lo spazio è finito. Grazie per la festa, quarta C!
