#facciamoche è un percorso di relazione tra i ragazzi e me che ha come fulcro gli albi illustrati. Approccio tecnico, meccanismi narrativi, educazione all’immagine, spunti di discussione, voglia di raccontare: quante cose possono stare in tre incontri!
Quale argomento mette tutti d’accordo in quarta elementare? Lo sanno anche i sassi, i mostri! Eccoci a creare insieme un oscuro libro mostruoso ma anche molto divertente, perché in fondo i piccoli orchi fanno una vita normale, una vita come la nostra. Tanto che l’intera classe si rappresenta nei risguardi con un aspetto parecchio bizzarro.






Con la classe ho una certa confidenza perciò lavoriamo con fluidità intervenendo su un testo semplicissimo e una struttura-libro data, che nelle due ore si riempie di mostri, mostriciattoli e qualche piccolo artificio tecnico.
Le storie individuali nascono come compito a casa e vengono completate durante l’intervallo: sono tutte improntate all’avventura e all’azione e si caratterizzano per l’utilizzo del collage con vari materiali. Di seguito la solita selezione di dettagli, troppo piccola per necessità. Che piacere leggervi, quarta G!


































Questa classe è particolarmente attenta alle mie letture e mostra molto interesse per i libri particolari che ogni volta porto. Sono quieti, analitici, grandi osservatori. A conclusione del nostro percorso, non mi limito a leggere e commentare con loro alcuni libri di Suzy Lee (ragionano: “perché non ha messo il testo?” “dove usa il colore?” “avete visto quanto bianco?”), ma aggiungo un misterioso silent book coreano e lascio che loro stessi a piccoli gruppi leggano e condividano impressioni. È un piacere osservarli mentre interpretano le immagini. Chiacchieriamo e li invito ad esplorare nuovi materiali come la china, la fusaggine, i colori stesi irregolarmente o a macchie…
Come nei libri di Suzy Lee, quando si varca il confine nulla è come prima. Così dovrebbe essere con questo tipo di percorsi sugli albi di qualità, che incoraggiano a camminare su strade espressive nuove, fatte di tentativi e di errori, ricerca di stili e di materiali, storie sempre diverse che fanno nascere storie che fanno nascere storie che fanno nascere…
A volte mi chiedo se e come possano essere recepite queste riflessioni metalinguistiche. Oh sì, le capiscono.

Genitori o insegnanti che leggete qui, mi fate sapere com’è andata?





