Giornata assurda che si conclude con una bella, involontaria avventura.
Incappo in una figura a me sconosciuta, Giuseppe Marotta, e invece nota e importante. Uno di quegli uomini che nella prima parte del novecento hanno scrittolavoratoscritto senza darsi troppe arie – mi pare o mi piace pensare leggendo il profilo sul Dizionario Biografico Treccani – e costruito tanto, macinando cultura magari con la “c” non troppo maiuscola e stando all’ombra di personaggi più noti. Dalla sua raccolta di racconti L’oro di Napoli, per esempio, trarrà un film Vittorio De Sica. E poi collaborazioni con Zavattini, Soldati, De Filippo, e giornalismo e romanzi e sempre cinema, tanto cinema.
Il libro che ho trovato non deve certo essere tra le sue opere principali, ma è corredato da otto tavole di Manzi che trovo molto belle e che pubblico qui di seguito (scusate la pessima qualità delle fotografie). Manzi, senza nemmeno la dignità di un nome. Sarà Riccardo Manzi, noto per le campagne Pirelli e autore di questo bellissimo calendario Lanerossi?
In ogni caso il “mio” libro è stato stampato a Milano, non riporta data ma sul web, dove lo vendono per pochi euro, scrivono che è del 1951.
Io l’ho barattato con un libretto di Winnie the Pooh. Evviva il bookcrossing, evviva la Tartuca!
Info:
> qualche citazione di Giuseppe Marotta su Wikiquote



